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	<title>Il Borgo</title>
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	<description>Da 18 anni il mensile storico di Monopoli</description>
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		<title>E’ tempo di scendere in  piazza con i “senza partito” Per il riscatto  della civiltà cristiana</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 12:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelagente</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>

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		<description><![CDATA[Per dirla con un motto, il Re è nudo. Il Re nudo è Fini, che ha dimostrato tutto il suo “valore” politico d’essere un uomo di istituzione poco credibile, perché il suo agire è infettato da due virus: 1) ha ridotto la politica al solo verbo di distruggere l’odiato nemico, il premier Silvio Berlusconi; 2) [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mensileilborgo.wordpress.com&amp;blog=6795049&amp;post=209&amp;subd=mensileilborgo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per dirla con un motto, il Re è nudo. Il Re nudo è Fini, che ha dimostrato tutto il suo “valore” politico d’essere un uomo di istituzione poco credibile, perché il suo agire è infettato da due virus: 1) ha ridotto la politica al solo verbo di distruggere l’odiato nemico, il premier Silvio Berlusconi;</p>
<p>2) ha colorito la politica non più secondo il verbo caro alla destra: patria, famiglia e religione, ma  secondo un laicismo che fa paura. Il terzo polo che in questi giorni sta prendendo piede, di cui fanno parte Fli, l’Udc Api e  Mpa  assomiglia più ad un ammasso disordinato di idee e di  valori che ad un gruppo omogeneo di espressione moderata e cristiana. E sì, perché in futuro la partita si gioca sul problema della bioetica e della famiglia, oltre naturalmente alla sempiterna  politica economica.  Fatti due conti, i terzopolisti assomiglierebbero ad una orchestra i cui strumenti non sono accordati fra di loro. A guidare il carro del terzo polo non c’è  l’abile Richelieu, alias Fini, che dopo la sconfitta politica rimediata il 14 dicembre scorso con la votazione sulla sfiducia al governo Berlusconi  ha lasciato lo spazio a Casini che ha incassato l’OK di sedersi sul carro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si dice che non c’è due senza tre. Fini dopo aver tradito Almirante; tradito Berlusconi, il terzo potenziale inquilino che potrebbe essere tradito è Casini. Il leader dell’Udc dovrebbe pertanto guardarsi bene  il deretano, perché sul suo carro c’è il presidente della Camera che è comunque e dovunque una mina vagante&#8230; A proposito di presidenza, dopo che Fini si sia manifestato apertamente che non può garantire l’imparzialità della carica istituzionale, perché  non lascia la poltrona? Davvero strano questo Paese.</p>
<p>Dall’analisi emerge che il terzo polo così come si sta costituendo non dovrebbe rappresentare un gruppo autorevole,  capace di interpretare le esigenze del Paese reale e i valori identitari del Paese che sono comunque sempre cristiani. Il gruppo in questione purtroppo  si presenta come una macchina da guerra puntata per far cadere Berlusconi. Fate voi se si può chiamare politica questo teatrino le cui energie non sono rivolte alla dignità della persona, ma alla dignità dei propri interessi, quindi al demolimento dell’avversario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel numero precedente abbiamo parlato dell’orientamento politico del mensile “Il Borgo”, ovvero come è schierato politicamente “Il Borgo”? Rispondo con un’altra domanda: ma i partiti oggi ci sono? Le idee ci sono? Gli uomini ci sono? Sappiamo solo che i partiti, quindi i politici oggi rappresentano più un comitato di malaffare pronti a farsi del male, che organismi animati di spirito di servizio alla polis. La politica oggi, abbiamo detto, è un grande prato di immondizia che fa il paio con l’immondizia di Napoli e con l’immondizia “etica” del Paese. C’è un tale odore da imporsi una radicale bonifica di coloro che siedono soprattutto da lungo tempo in Parlamento da impedirne il ricambio generazionale. Il guaio è che anche i giovani delfini, vedi per esempio, Bocchino, Granata, hanno preso le tossine del leader, da apparire in partenza già “vecchi”. Concetto da allargare in altri partiti, vedi D’Alema, professionista come Fini della politica, dei quali non ne possiamo più. “Vecchio” è una categoria antropologica che dovrebbe riflettere più la sanità del pensiero che l’età. Un pensiero sano è quello che sa cogliere con la ragione illuminata dalla fede i problemi degli uomini e tradurli in pratica. Insomma è necessaria una potatura che debba interessare ogni partito, anzi più che di una potatura, direi che è necessario tagliare anche le radici, in alcuni casi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al momento l’alternanza a Berlusconi non la vediamo. La sinistra è una accozzaglia di partiti divisi fra di loro.  Vendola, Di Pietro, Bersani, Veltroni, dovrebbero ricompattarsi per governare il Paese e non farsi la guerra. E’ questo il problema della sinistra, che di nuovo al suo interno ha ben poco e risponde al nome di Matteo Renzi, sindaco di Firenze, ma anche di Chiamparino, sindaco di Torino. Vendola è un giovane governatore, ma in Puglia sta facendo dei danni. E’ un grande affabulatori cristiano di matrice belliana,  insomma si può dire che è un bravo figlio, che ha  però naufragato sullo scoglio della sanità. E’ comunque un politico da tenere sott’occhio.</p>
<p>Secondo la mia modesta opinione gli uomini che ci vogliono in Italia debbano coniugare la politica con i valori cristiani; sono valori che ci appartengono per storia, cultura, tradizione.  Il Paese ha bisogno di ritrovarsi proprio su questa dimensione culturale, che è terapia per guadagnare un clima di unità nel Paese e fra le coalizioni.  Purtroppo i nostri politici sembrano che si trovino in Parlamento come degli esiliati, sposano la laicità <em>tout court,</em> mandando a vuoto 2000 anni di cultura e storia cristiana. Ogni angolo d’Italia respira invece questo patrimonio, solo al Parlamento si respira altra aria. Che strano questo Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La domanda ritorna di nuovo: ci sono gli uomini? Se scandagliassimo i cuori dei politici, sicuramente troveremmo nostalgie di questo tipo, che vanno fatte emergere. Ebbene, chi scrive appartiene a questa categoria.</p>
<p>Mi avvio alla conclusione . Visto che al Parlamento regna il disordine e il caos e dall’altro verso c’è il popolo dei laici cristiani che rimane fermo, una cosa allora c’è bisogno. C’è  bisogno di uno scatto di dignità per promuovere la civiltà cristiana dei <strong>“senza partito”.</strong> Il popolo dei laici cristiani deve far sentire forte e chiaro con manifestazioni di piazza il proprio dissenso d’essere governati da persone capaci che abbiano la grazia di saper unire nello spirito identitario dell’unità d’Italia e non dietro il laicismo della secolarizzazione; da persone capaci che abbiano nel cuore il destro di difendere la famiglia, di difendere la vita, la libertà secondo la chiave “di non fare all’altro ciò che non vorresti fosse fatto a te”.</p>
<p>Sono valori che vanno difesi, dei quali non si può rimanere offesi dentro un silenzio che si fa complice del male al prossimo. A tal proposito, può anche essere utilizzato lo strumento della raccolta di firme, petizione da potersi svolgere in ogni città d’Italia, a partire dalla nostra piccola e grande Monopoli.  “Il Borgo”, di cui modestamente mi onoro di dirigerlo e di averlo fondato,  si fa pertanto promotore di questa campagna di riscatto della civiltà cristiana.</p>
<p><strong>Popolo dei laici cristiani che cosa ne pensate? </strong></p>
<p>I l   D i r e t t o re</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per riscontri</strong></p>
<p>Email: borgomensile@libero.it</p>
<p>Redazione: via Ludovico Pepe, 4/A Monopoli (Ba)</p>
<p>Cell. 347/5126995</p>
<p>Sito web: mensileilborgo.wordpress. com</p>
<p>Facebook:  Vitantonio Marasciulo</p>
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		<title>Bisogna perdonare  Per vivere il Natale Auguri!!!</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 12:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelagente</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è pervenuta una lettera del prof. Giuseppe Arrè con la quale pone in evidenza il problema di come l’uomo deve comportarsi di fronte a coloro che vivono nel buio del peccato e che feriscono la dignità umana.  Tentiamo di dare una risposta seppur non esaustiva, e per ciò stesso aperta  ai contributi che i lettori [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mensileilborgo.wordpress.com&amp;blog=6795049&amp;post=207&amp;subd=mensileilborgo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è pervenuta una lettera del prof. Giuseppe Arrè con la quale pone in evidenza il problema di come l’uomo deve comportarsi di fronte a coloro che vivono nel buio del peccato e che feriscono la dignità umana.  Tentiamo di dare una risposta seppur non esaustiva, e per ciò stesso aperta  ai contributi che i lettori de Il Borgo vorranno formulare sotto forma di scritto o via e-mail, alla redazione del mensile, che trovate all’interno del giornale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prendo le mosse dal comandamento di Giovanni 15,12-12: “Questo è il mio comandamento che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”. Viene da sé che oggi questo comandamento divino è disatteso “dall’occhio per occhio dente per dente”. Viviamo tempi di transizione e come tutti i periodi di passaggio c’è un pedaggio da pagare  che si chiama crisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fra il comandamento divino e il comportamento umano c’è una separazione che è il nostro limite di essere persone peccatori.  Come comportarsi dunque di fronte al problema  di coloro che con i loro atti feriscono la dignità umana?</p>
<p>Se ci facciamo giudici degli altri con la facile condanna e il biasimo tout court, non viviamo il vangelo di Cristo. Di contro, se opponiamo alla debolezza degli uomini, la durezza del cuore, siamo altrettanto fuori strada. Sembrerebbe che stia affermando che bisogna appartenere alla categoria degli stupidi. Assolutamente NO!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Significa testimoniare il vangelo senza se e senza ma, e se qualcuno è contrario e offende, “bisogna scuotere la polvere dei vostri piedi” (Mt 10, 14). Come a dire, di non indurire il cuore, ma andar via liberando da sotto i piedi la polvere delle accuse, delle offese che ci sono rivolte, affinchè esse non siano per noi un eventuale inciampo. Se invece non scrolliamo la polvere da sotto i piedi, nutriremo di odio il nostro cuore, mentre la medicina che ci libera da questo eventuale rischio è il perdono.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bisogna perciò perdonare per vivere meglio il Natale e le festività ad esse collegate. Non significa essere stupidi e fare il gioco dei disonesti e dei perversi. Significa che ogni fedele deve fare il suo dovere: testimoniare Cristo, ognuno secondo il proprio carisma. Testimoniare significa incarnare il vangelo, che è verità, che è luce, il buio della menzogna viene di conseguenza a galla.  La verità più che con le parole va testimoniata con le opere e quand’anche ci limitassimo alle parole, va modulata con la carità e non con l’odio, che è chiusura totale nei confronti del prossimo, affinchè avverta in noi apertura. Noi non possiamo cambiare il mondo, e Cristo che cambia il mondo attraverso noi, a condizione che ci lasciamo guidare da Lui con umiltà e obbedienza., due virtù che sono sviluppate con la penitenza, merce rara di questi tempi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Riguardo, invece, al problema del male sociale che va combattuto, sollevato giustamente dalla  lettera, devo prendere spunto dal  passo evangelico di Gv. 2,14-16 che afferma:  “<strong>Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: &#8220;Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato”. Questo passo ci pone un interrogativo: che bisogna lasciar fare a chi fa del male sociale con le strutture di peccato? </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Il teologo Moltmann a tal proposito afferma che bisogna combattere  le strutture di peccato. Il riferimento, per fare un esempio,  è </strong> alle strutture di peccato che frenano lo sviluppo dei popoli più svantaggiati sotto il profilo economico e politico. Senza andare lontani, oggi vi sono  strutture di peccato quasi ovunque,  si insinuano in ogni istituzione pubbliche e private per infiltrazioni di quel male morale che è chiamato con vari nomi… Col passo Giovanneo, Cristo ci insegna, che non è venuto a dormire di fronte al male, ma ha portato la rivoluzione, una rivoluzione di un nuovo comandamento diverso dal “comandamento” dell’uomo.  Il cristiano, dunque, è chiamato a non farsi complice del peccato sociale, perché trascinerebbe altri individui nel peccato. Di fronte a queste realtà, il comportamento cristiano deve essere di dissenso, di combattere, appunto,  la struttura del peccato, e non di favorirne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 al n. 1869 sottolinea che il peccato “trascina” il peccato fino a  rendere, in qualche modo, gli uomini complici gli uni degli altri nel provocare l’origine “di situazioni sociali e di istituzioni contrarie alla Bontà divina”. Si vengono, quindi, a determinare  “strutture di peccato” che, pur essendo espressione di singoli atti, moltiplicano le occasioni di commettere il male.</p>
<p>Concludo  formulando alla città di Monopoli e a tutti i simpatizzanti e lettori del Borgo, l’augurio di  farsi contagiare dal Salvatore che viene. <strong>Auguri di Pace e Serenità.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Direttore  “IL BORGO”</p>
<p>Vitantonio Marasciulo</p>
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		<title>Il pasticcio  del polo musicale Carte bollate dietro l’angolo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 12:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelagente</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Fatta la legge trovato l’inganno, nel caso del Conservatorio Musicale “la coperta” è troppo corta, non in senso finanziario, ma nel senso che espone il fianco  in termini di competenze.  Il vulnus del problema sta  nell’illegittimità del direttore del Conservatorio Schiavo di firmare la delibera del collegio dei docenti del 28 ottobre 2010 con la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mensileilborgo.wordpress.com&amp;blog=6795049&amp;post=205&amp;subd=mensileilborgo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Fatta la legge trovato l’inganno, nel caso del Conservatorio Musicale “la coperta” è troppo corta, non in senso finanziario, ma nel senso che espone il fianco  in termini di competenze.  Il vulnus del problema sta  nell’illegittimità del direttore del Conservatorio Schiavo di firmare la delibera del collegio dei docenti del 28 ottobre 2010 con la quale si dà autorizzazione a costituire a Monopoli un istituto comprensivo per evitare che la scuola Media annessa al Conservatorio sfugga di mano al Conservatorio Musicale, in quanto la nuova normativa del Miur (ministero istruzione, università e ricerca) prevede, a partire dall’anno scolastico 2010/2011, lo sganciamento dal Conservatorio stesso.</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:left;">La delibera del collegio dei docenti è stata firmata da Schiavo che ha comunque  autorizzato il progetto di convenzione con il quale si dà vita ad un accorpamento tra la  scuola Media annessa al Conservatorio e l’istituto di istruzione primaria ed infanzia del  4° circolo didattico. Si tratta in gergo tecnico di un accorpamento verticale, cioè per gradi di istruzione e non orizzontale, di ugual grado. Per carità nulla quaestio. Ma per procedere all’accorpamento, la procedura corretta sarebbe stata quella  di convocare (come previsto dalle lineee di indirizzo della regione Puglia n. 2227 del 19 ottobre 2010) una conferenza di servizio con la presenza di tutte le scuole di ogni ordine e grado di Monopoli e delle organizzazioni sindacali così da concertare un progetto condiviso. La scuola Media “A. Volta” di Monopoli è stata individuata  dall’Ufficio scolastico provinciale di Bari, come realtà di riferimento per la gestione delle risorse umane e finanziarie della scuola Media annessa al Conservatorio Musicale di Monopoli per l’anno 2010/11, in attesa della definizione del piano di razionalizzazione della rete scolastica della Regione Puglia: è quanto si legge dalla nota dell’ufficio scolastico provinciale (USP) del 4 novembre 2009.</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:left;">Ebbene, ai primi di dicembre è esploso quanto si covava da tempo: la protesta  di una delegazione di professori e studenti della “Volta” si è recato a palazzo di città per manifestare fermo dissenso nei confronti della delibera,  in quanto firmata illegittimamente dal direttore Giampaolo Schiavo. Il documento doveva infatti essere firmato dal legittimo responsabile,  il dirigente della “Volta”, prof. Andrea D’Elia, come da nota dell’ufficio scolastico regionale per la Puglia (USR) del 3 giugno 2010.</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:left;">La nota  dell’USR fa presente che all’ex direttore Schiavo spetta il solo coordinamento didattico-scientifico della scuola annessa al Conservatorio, nella fattispecie composte da 5 classi, per un totale di  98 alunni. Lo stesso dirigente si legge dal documento spetta svolgere apposite concertazioni con il dirigente della scuola interessata (Andrea D’Elia) e con l’ufficio scolastico regionale, al fine di delineare i percorsi didattici specifici. Inoltre fa presente due importanti realtà:</p>
<p style="text-align:left;">1)      tutta la gestione amministrativo- contabile delle preesistenti sezioni è affidata all’istituto di istruzione secondaria di 1° grado  “Volta” di Monopoli, a far data dal 1 settembre 2010.</p>
<p style="text-align:left;">2)      che il Direttore Schiavo e il direttore amministrativo della scuola Media annessa al Conservatorio debbano curare il passaggio di consegne contabile-amministrativo a far data dal 1 settembre 2010 nelle mani del nuovo dirigente della “Volta”, prof. Andrea D’Elia.</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:left;">A  tutt’oggi questa direttiva non è stata posta in essere. Il direttore Schiavo, infatti,  sembra non abbia nessuna intenzione di spostarsi dalle sue posizioni. Schiavo, inoltre, ha provveduto, senza nessuna legittimità, a nominare il Collaboratore Vicario, le Funzioni Strumentali, designazioni che spettavano al dirigente D’Elia della  “Volta”. Anche la responsabilità connessa ai problemi della sicurezza  è in capo al dirigente della scuola “Volta”.</p>
<p style="text-align:left;">La questione dell’illegittimità della delibera suscita qualche perplessità. Il sindaco Romani, previo consulto dell’ufficio legale del Comune,  potrebbe revocarla entro il 20 dicembre u.s., data entro la quale la Regione ha fissato il limite temporale per procedere al nuovo assetto scolastico. Il dirigente D’Elia, a tal proposito, solleva problemi tecnico amministrativi in quanto la revoca della delibera per essere tale deve portare il parere oltre che dell’ufficio legale del Comune, anche del dirigente della 5^ area organizzativa, dott. Lorenzo Calabrese, la qual cosa  potrebbe far slittare la revoca  oltre la data canonica del 20 dicembre u.s. La questione allora si farebbe complicata, perché risulterebbe ancora in piedi la delibera già inviata alla Provincia.</p>
<p style="text-align:left;">C’è ancora un altro “vizio”, la cui  ufficialità è da verificare, riguarda l’organigramma degli organi di governo e di gestione del Conservatorio Musicale “N. Rota” di Monopoli. Abbiamo, infatti,  rilevato sul sito internet del Conservatorio, che nel consiglio di amministrazione fa parte Emilio Romani, uno dei sette componenti del consesso scolastico musicale.</p>
<p style="text-align:left;">In conclusione, le note musicali vibrate dal  pasticcio dell’ accorpamento risultano stonate. E’ necessario dunque accordarle con un sussulto di onestà. Ci auguriamo che la questione possa rimettersi in gareggiata, in caso contrario, le carte bollate sono dietro l’angolo.  Un ennesimo colpo alla credibilità della cultura e dell’immagine dell’istruzione a Monopoli.</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:left;">Vitantonio Marasciulo</p>
<p style="text-align:left;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:left;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong>Ecco i motivi della contestazione della delibera</strong></p>
<ul>
<li style="text-align:left;">Il      preside ha dichiarato più volte di essere in condizioni di poter      accogliere la scuola Media annessa al Conservatorio per la disponibilità      di aule presso la propria sede in via Togliatti;</li>
<li style="text-align:left;">La      scuola Volta ha ben consolidato sul territorio, essendo la scuola media      più antica della città, oltre che ad una valente esperienza musicale      derivata dalla costituzione dei c orsi ad indirizzo musicale;</li>
<li style="text-align:left;">Il      POF della scuola Media “Volta” punta sulla formazione musicale delle      giovani generazioni perché si crede nel valore educativo della musica e i      docenti accetterebbero volentieri di condividere il bagaglio di esperienze      didattico-musicali della scuola Media del Conservatorio musicale che da      anni si è distinta sul territorio per il suo operato;</li>
<li style="text-align:left;">Il      preside propone la stipula di una convenzione con i docenti del      Conservatorio di Monopoli per meglio integrare e variegare il proprio      piano dell’Offerta Formativa musicale;</li>
<li style="text-align:left;">La      presenza di un ipotizzato comprensivo con il 4° circolo didattico      porterebbe alla contrazione della scuola Media “Volta”, dato che l’utenza      di questa proviene quasi tutta da quella;</li>
<li style="text-align:left;">Un      accorpamento della scuola Media  annessa con il 4° circolo didattico      porterebbe invece a sforare inevitabilmente, il tetto massimo del numero      di alunni (900) previsto dal decreto e che il supposto cedimento dei      plessi rurali andrebbe a scompensare consolidati equilibri didattici e      organizzativi creando più problemi di quanti se ne vorrebbero risolvere,      soprattutto in tempi di ridimensionamenti;</li>
<li style="text-align:left;">La      presenza di un ulteriore punto di erogazione del servizio scolastico      porterebbe ad una frammentazione della offerta delle scuole superiori di      2° grado del Comune, a scapito della stessa qualità della formazione,      determinando nel tempo ulteriori sottodimensionamenti e altri accorpamenti      di istituto;</li>
<li style="text-align:left;">Il      preside della scuola “Volta” fa notare che la propria ipotesi di dimensionamento      sarebbe efficace, non determinerebbe squilibri sul territorio e opportuna      per gestire un’offerta formativa rispondente alle esigenze territoriali.</li>
<li style="text-align:left;">In      ultimo, particolare non irrilevante, non comporterebbe alcuna spesa per lo      Stato al contrario del nascente ipotizzato istituto comprensivo che      richiederà fondi per avviare lo studio della didattica della musica.</li>
</ul>
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	</item>
		<item>
		<title>Editoriale Dic 2010: Fini  Chi è il prossimo ad essere azzoppato?!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 10:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelagente</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi i partiti diremmo che bisogna cercarli alla trasmissione “Chi la visto”. Se si incontrasse una persona e gli si chiederebbe quale orientamento politico avesse, la risposta risulterà a dir poco, confusa, incerta e nella maggioranza dei casi di rabbia verso i partiti e verso la politica. Se nel ’90 avessimo chiesto ad un cittadino [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mensileilborgo.wordpress.com&amp;blog=6795049&amp;post=203&amp;subd=mensileilborgo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi i partiti diremmo che bisogna cercarli alla trasmissione “Chi la visto”. Se si incontrasse una persona e gli si chiederebbe quale orientamento politico avesse, la risposta risulterà a dir poco, confusa, incerta e nella maggioranza dei casi di rabbia verso i partiti e verso la politica. Se nel ’90 avessimo chiesto ad un cittadino quale fosse il suo orientamento politico, la risposta sarebbe stata di un preciso orientamento ideologico, legata ad un partito. Sono passati diversi lustri, i partiti di allora hanno ammainato bandiera. Sono nate altre realtà che non hanno però l’aggancio alla società e ai suoi bisogni. Prendiamo l’ultimo partito in ordine di tempo, “Futuro e Libertà”. Il tempo per Fini sembra essere il futuro. E sì, dopo il tempo delle leghe; il tempo del regno botanico; il tempo comunista, ora tocca al futuro. Come a dire che a Fini del presente sembra non interessargli  più di tanto. La politica deve recuperare il patrimonio storico e valoriale consegnatoci dalla storia italiana. La politica non è dilapidare questa identità che ha il pregio di unire.  Invece i partiti vecchi e nuovi fanno una politica che in nome della modernità, sposano il laicismo e il secolarismo che a loro volta generano relativismo e non certo quello che è più importante fare oggi: unire l’Italia. E sì, questo deve essere l’imperativo categorico dei partiti: unire l’Italia e non dividerla in tante baronie e principati, che non portano da nessuna parte.</p>
<p>Già Fini. Premettiamo che l’ex missino, ed ex Aenne,  prima, (per chi scrive), risultava simpatico per gli ideali della patria, della famiglia e della religione. Oggi no. Fini forse crede di erigersi a paladino della legalità e della laicità. Lo vedremmo meglio più come governatore di una regione della laica Francia, che come leader in Italia. L’Italia non è la Francia. E’ l’Italia, come a dire, bisogna fare i conti con 2000 anni di cristianesimo, inscritti nel dna del popolo.</p>
<p>Fini, dà l’impressione d’essere vicini ai bisogni del paese, ma secondo noi è una vicinanza strategica,  partorita da una mente strategica.</p>
<p>Ci spieghiamo meglio. Fini non è l’ultimo arrivato, è in politica da ben 27 anni, sempre con il vestito bianco, (sic!). Dice che  bisogna aprire le porte agli immigrati. Prima era contrario. E’ una strategia vincente,  perché gli immigrati in Italia già rappresentano un cospicuo numero di elettori da catturare, per determinare in futuro lo spostamento dell’ago della bilancia verso il suo partito.</p>
<p>Prendiamo la bioetica. Fini da politico scafato qual è, su questo versante fa delle aperture, negando comunque un principio inviolabile: che la vita è sacra sin dal concepimento. E’ una visione laicista, perché è la via maestra per catturare più voti e per presentarsi alle prossime elezioni ben attrezzato di munizioni.</p>
<p>A Bastia Umbra se presentato come il nuovo, oltre Berlusconi, punto di coagulazione del nuovo centro destra. Alla faccia del nuovo. Fini è uno dei politici più scaltri del panorama politico. Il suo parlare è sempre ambiguo, è fra il dire e il non dire, sta in attesa, sa pararsi bene il deretano e al momento giusto tac, con il fioretto è  pronto a colpire l’avversario.</p>
<p>Fini è come  Richelieu, colui che fece fuori Maria de Medici, sua benefattrice, mandandola in esilio. E’ come Bruto colui che ha pugnalato alle spalle Cesare. Fate voi, se questo è l’incipit del leader del nuovo movimento; se questa è la genesi del nuovo partito, è una genesi di distruzione e di annientamento che non ha niente a che fare con la politica con la P maiuscola, che è ben altra cosa…</p>
<p>Fini dunque è il nuovo cavaliere nero. Non crediamo che possa fare molta strada. Ditelo a donna Assunta chi è Gianfranco Fini? Ha fatto fuori suo marito, Giorgio Almirante, leader del MSI. Ed ora sta facendo fuori Berlusconi, tradendo gli ideali per i quali è stato votato e nominato alla terza carica dello Stato. Sia chiaro, non si vuole difendere Berlusconi, che rappresenta una anomalia per l’Italia e che la sua stella è in discesa, non brilla più come prima.  C’è da chiedersi, ma in tutto questi 17 anni, come ha fatto Fini a vivere  insieme con il cavaliere. Perchè ha aspettato 17 anni per buttarlo a mare. Non lo poteva fare prima? Non lo poteva fare prima, perché, per riconoscenza a Berlusconi, colui che gli ha dato la vita politica quando lo ha sdoganato dal limbo in cui era relegato con il MSI, doveva dimostrare d’essergli amico. Fini essendo un freddo calcolatore, aveva, secondo noi, già in <em>nuce </em>l’idea di azzoppare Berlusconi.</p>
<p>Se proprio dovessimo misurare i vizi e le virtù, Berlusconi  rappresenta più di Fini l’identità degli italiani, mentre il leader di “Futuro e Libertà”, è un eccellente oratore del dire e non dire (peccato che Striscia la Notizia gli abbia fatto notare copiature con il discorso di Walter Veltroni); che ha dalla sua la freddezza e il cinismo, che può comunque incontrare le simpatie degli italiani, soprattutto di quelli della Sinistra, che hanno perso il tempo a spararsi addosso e a sparare contro il leader del Polo delle Libertà. Non hanno capito che il biasimo non paga. Hanno perso tutto questo tempo a litigare fra di loro, senza  elaborare un serio programma alternativo per l’Italia e soprattutto a riflettere che è arrivato il momento di  mandare a casa i vecchi arnesi, per far spazio ai nuovi e ce ne sono tanti e meritevoli anche in Puglia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fini dunque secondo noi non è credibile. Ma potrebbe mettere fine alla legislatura. Aspettiamo il fatidico 14 dicembre per saperne di più. Ci sarà la sorpresa nell’albero di Natale? Chi vivrà, vedrà. In tutti i modi, la conclusione  è affidata a questo pensiero: i Casini, i Veltroni, i Montezemolo, i Rutelli ed altri, potrebbero rappresentare un nuovo fronte politico. Qualunque sia il prossimo leader, deve sapere che deve  fare i conti con Fini che è sempre in agguato, perché nel DNA nasce leader, leggesi: non  secondo a nessuno. Chi è il prossimo ad essere azzoppato?!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Direttore</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mensileilborgo.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mensileilborgo.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mensileilborgo.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mensileilborgo.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/mensileilborgo.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/mensileilborgo.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/mensileilborgo.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/mensileilborgo.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mensileilborgo.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mensileilborgo.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mensileilborgo.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mensileilborgo.wordpress.com/203/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mensileilborgo.wordpress.com/203/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mensileilborgo.wordpress.com/203/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mensileilborgo.wordpress.com&amp;blog=6795049&amp;post=203&amp;subd=mensileilborgo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Esiste la libera informazione? Un incontro che è stato un flop</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 10:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelagente</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>

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		<description><![CDATA[“Libera comunicazione fino a che punto?”: è stato il tema  dell’incontro-dibattito promosso dal Comune tenutosi a Monopoli il 13 novembre scorso alla sala convegni della “Villa dei Pini”. A parte il parterre degli ospiti, il sen. Gasparri e l’on. Pittella, il sindaco Romani e i giornalisti Magistà (telenorba) e Tanzariello (canale7), tutto il resto appartiene [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mensileilborgo.wordpress.com&amp;blog=6795049&amp;post=200&amp;subd=mensileilborgo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> “Libera comunicazione fino a che punto?”:</strong> è stato il tema  dell’incontro-dibattito promosso dal Comune tenutosi a Monopoli il 13 novembre scorso alla sala convegni della “Villa dei Pini”. A parte il parterre degli ospiti, il sen. Gasparri e l’on. Pittella, il sindaco Romani e i giornalisti Magistà (telenorba) e Tanzariello (canale7), tutto il resto appartiene al trito e ritrito, cose già sentite, come a dire <em>“non c’è  nulla di nuovo sotto il sole”.</em> Forse l’incontro sarà servito per oliare qualche problema… Non lo sappiamo, certo è che l’evento ha dato questa percezione. Si è persa una occasione per servire meglio la città. Avremmo invece visto di buon grado un incontro dibattito con  le testate che interagiscono con il territorio. L’incontro sarebbe risultato sì, più interessante, da scansionare luci e ombre dei mass media nella città, culturalmente in deriva per l’omologazione dell’informazione.</p>
<p>Entrando in argomento, il tema  parla di “Libera comunicazione”. Certo che in Italia l’informazione è libera, anzi è più che libera, vista l’arena o se volete il ring posto ogni giorno sui quotidiani e nelle tv.  Tutti sparano contro tutti. A guadagnare la scena è colui che le suona più degli altri<em>.</em> In tutti i modi l’informazione è libera a condizione che si serva il padrone…</p>
<p>Si chiede poi “Fino a che punto?”.  In Italia il punto è spostato fin troppo,  i mass media vanno giù duro, senza remore, più a rischiare la sanzione, che essere ligi alle norme etiche e morali. Tutto ciò ha una logica: si vende di più, fa presa di più la parola, condita con l’accusa, merce che fa vendere.</p>
<p>Tutta l’informazione (l’eccezione non fa la regola) è asservita alla politica; la politica è la manna che cade dal cielo con interventi finanziari a pioggia. <em>“Ci sono alcuni giornali che prendono milioni di euro a fronte di una limitata diffusione di copie. La realtà è che un giornale che vende 3 mila copie si gode  di 3 – 4 milioni di euro; ha più senso perciò un giornale locale rispetto ai costi,  come a dire che  bisogna evitare la distribuzione a pioggia”</em> : è quanto ha affermato l’on. Gasparri. Parole che lasciano riflettere su quali e quanti imbrogli ci sono in circolazione. Già gli imbrogli. Ci sono in effetti, giornali, anche in Puglia, che “succhiano” a questi finanziamenti pur con un numero limitato di copie in diffusione. Beati loro, fatta la legge, trovato l’inganno.</p>
<p>Interessante anche l’intervento del parlamentare europeo, on. Pittella (Pd) che offre delle soluzioni al problema. Degna di rilievo l’affermazione: <em>“Sono un sostenitore dei media locali,  espressione fondante del territorio. Ci vuole un sostegno finanziario maggiore a chi dà voce al territorio, perché è oscurato dai grandi organi nazionali”</em> Aggiunge ancora: <em>“Questo paese deve cambiare pagina, non si va avanti così  se non si torna ad un clima politico di rispetto reciproco; non si deve buttare fango nel ventilatore, questa è spazzatura che rischia non solo di infangare le persone, ma anche di infangare il paese”. </em>E a seguire: <em>“Bisogna dare la possibilità che i bandi di pubblicazione europei, finanziati con fondi dell’unione, che cadono a pioggia attraverso regioni e governi, siano pubblicati su giornali locali ed emittenti locali”.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>“Il Borgo”</strong> in questa libera comunicazione non ha le mani legate. Per carità non è un giornale che ha l’aureola della santità, ma la linea editoriale è di servizio al cittadino. I lettori de “Il Borgo” sono persone perbene, non si lasciano influenzare dai pregiudizi; mantengono autonomia di pensiero; non portano il cervello all’ammasso; sono aperte ad accogliere una informazione che essa stessa è  libera. Libera perché da sempre il mensile, da quando è nato in quel lontano 1994 non ha mai avuto nessun padrino politico. Il suo editore è la “Gente”. (leggesi primo editoriale del ’94 che riportiamo a margine). Questo è il nostro unico fine: servire i cittadini di Monopoli. A volte questo servizio ha avuto toni accesi, come dire senza peli sulla lingua. L’informazione oggi è condita con tante verità, ognuna porta l’acqua al proprio mulino. Per noi quell’acqua è soddisfare i bisogni dei cittadini. Siamo felici quando riusciamo a sviluppare dinamiche che procurano un <em>feedback</em> positivo.</p>
<p><strong>IL BORGO, MENSILE AL SERVIZIO DELLA GENTE</strong></p>
<p>Il giornalismo de “Il Borgo” è concepito come un servizio, oggi si dice “<em>mission</em>”; è un apostolato nei riguardi dei cittadini per vivere al tempo stesso le dinamiche dell’amore di Cristo. Non sappiamo se questa vocazione è stata svolta fino ad oggi al meglio, di una cosa però siamo certi, che ci mettiamo il cuore in quello che facciamo.. Da 4 anni a questa parte il mensile si è arricchito di informazione religiosa, senza naturalmente trascurare gli approfondimenti su altri settori della vita cittadina.  Riguardo alla Chiesa, non sempre siamo stati compresi, più per mancanza di dialogo che per motivi seri. Il tutto ha finito per limitare un rapporto che poteva essere più costruttivo. Di fronte comunque ai nostri limiti, l’umiltà di rimetterci nello spirito dell’unità della Chiesa non è venuta mai meno, ma senza dialogo non si va da nessuna parte, si serve solo il pregiudizio.</p>
<p><strong>L’ORIENTAMENTO POLITICO DEL MENSILE</strong></p>
<p>Detto della Chiesa, l’orientamento politico del giornale è  l’altro punto di domanda.  “Il Borgo” come è schierato politicamente?  Ci si deve chiedere: ma i partiti oggi ci sono? Ci sono le idee? Ci sono gli uomini? Sappiamo solo che i parlamentari sono oggi distanti dal paese reale; è accentuato, invece, lo spirito della casta e il servizio alla casta e alle sottocaste, fino ai vassalli e alla plebe, a condizione che questi servano la casta.  La politica oggi  è quel grande prato di immondizia che fa il paio con l’immondizia di Napoli di cui la cronaca è piena. Emana un tale odore da imporsi una radicale bonifica di coloro che siedono da tempo sugli scranni del parlamento, tale da impedire quell’auspicato ricambio generazionale. Il guaio è che anche i giovani delfini hanno preso le tossine dei leader, da apparire in  partenza già ‘vecchi’.</p>
<p>Sulla politica pensiamo che in questo Paese sia necessario una coalizione che faccia leva sui valori comuni. I 150 anni dell’Unità d’Italia rappresentano una memoria importante per recuperare la nostra identità. I nuovi partiti più che recuperare la tradizione dei nostri valori, sono occupati a distruggere l’avversario e a svuotare l’Italia e il suo patrimonio storico.  Il Fli, per esempio, (vedi articolo su Futuro e Libertà pag..) si affaccia all’orizzonte elettorale già vecchio, con in mano pietre per demolire l’avversario e il credo del laicismo. E’ un pensiero che segue la moda e per ciò stesso cangiabile, alla lunga  destinato alla divisione, perché manca fra gli uomini il collante dei valori comuni dell’identità nazionale, imprescindibili per l’ottenimento di una stabilità partitica e politica. Ci vogliono dunque, uomini in grado di recuperare la cultura cristiana di questo Paese, culla universale del cristianesimo. Uomini che sappiano coniugare la politica con i valori cristiani, valori che ci appartengono, come detto, per storia e cultura. Il Paese ha bisogno di ritrovarsi proprio su questa dimensione, terapia per guadagnare un clima di unità. Posta così la questione, i nostri politici sembrano che siano degli esiliati in Italia, sposano la laicità <em>tout court,</em> mandando a vuoto 2000 anni di cultura e storia cristiana. Ogni angolo d’Italia respira questo patrimonio, non si capisce perché solo al parlamento si respira altra aria. Un patrimonio dunque da salvaguardare e da rilanciare. Ci sono gli uomini? Se scandagliassimo i cuori dei politici, sicuramente troveremmo nostalgie di questo tipo, che vanno fatte emergere. Ebbene, chi scrive appartiene a questa categoria. Ci sarà in futuro una coalizione politica che sappia recuperare e  rilanciare i nostri valori comuni, che producono unità?</p>
<p>D i r e t t o r e   e d   E d i t o r e</p>
<p><strong> Vitantonio Marasciulo</strong></p>
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		<item>
		<title>Una società di “scazzi”  sulla coscienza</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 16:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelagente</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>

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		<description><![CDATA[Potrebbe il titolo rilasciare qualche risolino, certo, ma di fronte all’assuefazione dei ragazzi e degli adolescenti alla violenza, complice i videogiochi, che per vincere bisogna uccidere l’altro, c’è poco da stare contenti. I giornali quotidiani, i settimanali, le TV parlano ormai non del regno umano, ma del regno animale. Riflettiamoci e diamoci una mossa. Parliamo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mensileilborgo.wordpress.com&amp;blog=6795049&amp;post=197&amp;subd=mensileilborgo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Potrebbe il titolo rilasciare qualche risolino, certo, ma di fronte all’assuefazione dei ragazzi e degli adolescenti alla violenza, complice i videogiochi, che per vincere bisogna uccidere l’altro, c’è poco da stare contenti. I giornali quotidiani, i settimanali, le TV parlano ormai non del regno umano, ma del regno animale. Riflettiamoci e diamoci una mossa.</p>
<p>Parliamo di Sarah Scazzi. La vicenda della quindicenne uccisa dai Misseri ad Avetrana il 26 agosto scorso di cui la cronaca è oltremodo colma, non può lasciare indifferente l’opinione pubblica di Monopoli.</p>
<p>Avetrana è diventato simbolo della società italiana che offende l’uomo e l’uomo si fa offendere da questa società dell’immagine, del sesso, del denaro, che ha murato il cuore nato per relazioni di bene.</p>
<p>Al di là dell’omicidio nato dentro la casa dei Misseri, ad uscirne con le ossa rotte sono tutte le istituzioni: famiglia, società, chiesa, politica, scuola.</p>
<p>Come è possibile che questo gravissimo delitto si sia potuto avverare?</p>
<p>Lo sgomento e l’incredulità,  ha ceduto il passo a giudizi senz’appello nei confronti dei Misseri. Un delitto tutto ancora da decifrare che riserverà altri colpi di scena…</p>
<p>L’augurio è che questa vicenda possa risolversi al più presto, che le luci dei riflettori dei mass media possano liberare al più presto il campo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>SOCIETA’</strong></p>
<p>Di fronte all’atroce vicenda Scazzi, i giovani stanno subendo un colpo davvero pesante; è un pugno nelle coscienze già narcotizzate dal materialismo, che indebolisce l’uomo rendendolo più assomigliante alla specie animale.  L’uomo è un essere tripartitico: carne, anima e spirito. A vincere sono i valori della carne che sbilanciano e squilibrano l’uomo. Domanda: E’ proprio vero che la carne oggi ti fa sentire bene?  Ne siamo sicuri?!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FAMIGLIA</strong></p>
<p>La famiglia è anch’essa in mezzo al guado. Non è più una scuola di educazione alla vita, perché al loro interno non c’è riconciliazione, imprescindibile per donare amore, quello vero, quello che va direttamente a nutrire il cuore dei figli. Costoro sono educati, invece dall’agenda della TV, bibbia del nostro tempo, che fa della legge del marketing e dell’audience un imperativo categorico.</p>
<p>La società è educata dai giornali di gossip, dalla cronaca <em>sic et simpliciter</em>, che alla fine ti aliena.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>GIOVANI</strong></p>
<p>I giovani oggi sono circondati di notizie di “morte”, il TG ne è pieno. Faticano a trovare un equilibrio, spesso si lasciano andare all’accidia con conseguente scoraggiamento, indifferenza alla vita, depressioni (vedi quel giovane laureato 110 e lode che si è suicidato lasciandosi andare dal tetto dell’Università, davvero un peccato che tocca le coscienze di tutti e fa riflettere).</p>
<p>Oggi i giovani, per fortuna non tutti,  vivono senza vere emozioni, quelle si intende, che ti fanno sentire davvero amato e non a patacca. Le relazioni oggi sono un optional. I  chat, sms, facebook altro non sono che fame di narrarsi che il tradizionale non sa offrire quasi più.  Ci riferiamo alla famiglia, alle istituzioni in genere, compresa la stessa chiesa che stenta a riconciliarsi con se stessa… per essere riconciliata con il popolo dei fedeli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>CHIESA</strong></p>
<p>I sacerdoti possono fare molto, ma in questo momento a Monopoli si vive un clima di aria stagnante da  imporre riflessione, rinnovamento, per cogliere una nuova <strong>“Primavera dello Spirito”</strong>. Vogliamo dire che i laici debbano essere più coinvolti nelle chiese, più responsabilizzati. Che si possa finalmente dire che  i giovani  in cerca di senso possano trovare finalmente risposte nelle chiese… A nostro modesto avviso ci vuole un ricambio generazionale…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>POLITICA</strong></p>
<p>La politica, poi,  quella nazionale è  fatta sempre più di numeri, sganciata dal paese reale. Uno dei problemi è che il sistema è marcio, ci sono sempre di mezzo i soliti tromboni, gente dell’apparato che serve l’apparato. Come si fa a fermare questo malaffare? Certo è un grosso problema.</p>
<p>Oggi la politica ha perso il senso per cui esiste. Ci diventa pertanto difficile comprendere coloro che incasellano le loro coscienze ai partiti politici nazionali  e ai loro leader e affini, compresi i sacerdoti della Tv, come ad un tifo. A nostro avviso sono invece quasi tutti crepati e disorientati, perché sono fatti da uomini inquinati nel cuore, però affascinanti con le parole e con le promesse. <strong>Come non capire</strong> che la cosa da fare è disinquinare l’uomo, recuperare la famiglia e la legalità in questo paese.</p>
<p><strong>Come non capire </strong>che<strong> </strong>bisogna educare i giovani alla speranza, a coltivare motivazioni, attese, il rischio che dietro l’angolo si faccia sempre più ingombrante la disaffezione politica è oltremodo serio, perché consegneremmo i giovani a quel vizio capitale che è <strong>l’accidia</strong>, deriva delle coscienze, fossa per l’uomo, sepolcri imbiancati in cammino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vitantonio Marasciulo</p>
<p>(email direttore: borgomensile@libero.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>I commenti dei giovani </strong></p>
<p><strong>sulla vicenda Sarah Scazzi</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Lusy</strong> (Istituto d’Arte – 3 anno &#8211; Fasano): “Tutta questa vicenda sconcerta. Cosa mi fa pensare se non al fatto che oggi non  c’è da fidarsi di nessuno, meno male che ci sono i genitori”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Livia</strong> (Istituto d’Arte – 3 anno &#8211; Fasano): “Bisogna parlare di più con i genitori, questo è il vero problema, perché nelle famiglie le relazioni stentano a decollare, anzi non esistono proprio”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Cosimo </strong>(Istituto d’Arte – 2 anno &#8211; Fasano): “Certe famiglie non se ne fregano più di tanto dei figli, pensano più a loro che a noi”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Antonella</strong> (Istituto d’Arte – 4 anno &#8211; Monopoli): “Non c’è da fidarsi più di nessuno, neanche dei parenti, però se facessimo diventare questo pensiero assoluto, ci isoleremmo dal mondo. Riguardo alla vicenda, la famiglia di Sarah non è stata vicina alla figlia, è una famiglia non unita. E’ necessario che la famiglia sia unita per stare vicino ai figli”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Giosuè</strong> (Istituto d’Arte – 4 anno – Ostuni): “C’è stata una esagerazione mediatica, i giornalisti sembravano non inviati, ma dei pesci pirana che spolpano fino all’osso la notizia. Ci sarebbe dovuto essere più equilibrio. Sarah Scazzi era secondo me già penalizzata dalla famiglia che sembra risulti essere non unita  e per ciò stesso non viveva un rapporto affettivo pieno”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Antonio</strong> (istituto tecnico commerciale – 4 anno &#8211; Monopoli): “Non so che dire, so solo che le persone oggi stanno impazzendo. In Italia si sentono cose assurde, basta vedere la trasmissione delle Iene”.</p>
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		<title>PUG, approvato il 23 ottobre  Romani:“Dobbiamo essere pronti per l’attuazione del piano”</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 16:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelagente</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>19 ore di seduta consiliare, dalle ore 9 del 22 ottobre fino alle 4,23 della mattina successiva è un primato da quando esiste il nuovo regolamento consiliare. Un altro primato da ascrivere alla città  è che il tempo medio per l’approvazione del Pug, da quando esiste la legge regionale n. 20 del 2001, è di 7 anni, la città di Monopoli dal 2006 ad oggi ci ha messo quasi 5 anni, ben al di sotto della media. Il nuovo piano è stato approvato con 20 voti favorevoli della maggioranza di centro destra e 6 voti contrari dell’opposizione (due componenti erano fuori aula per incompatibilità). E’ stato un consiglio comunale che sarà consegnato alla storia per la portata di straordinario interesse che riveste il nuovo Pug, che manda in soffitta il vecchio Prg (piano regolatore generale) del 1977.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Questo è solo la prima fase – spiega Romani –d’essere riusciti, cioè, a progettare e ad approvare il nuovo Pug. Adesso il cammino è di dare  vita immediatamente ad un Ufficio di Piano all’interno della struttura tecnica, per attrezzarci a passare, dalle carte, all’esercizio di questo piano. Fra 20 giorni ( 17  novembre) quando la delibera sarà efficace, qualsiasi privato può presentare un intervento diretto, cioè una concessione edilizia o un permesso di costruzione; oppure può presentare un piano urbanistico esecutivo (Pue) da sottoporre all’attenzione del consiglio comunale. Riguardo al Piano, fino alla fine dell’anno dobbiamo concentrarci a fondare meglio la conoscenza sulla sua attuazione, perché dobbiamo essere pronti. Con questo voglio dire che nei prossimi due anni, con il Pug approvato, se si dovesse sommare  la ripresa economica, potrebbe essere per questa città una grande ripresa economica”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quali ostacoli avete incontrato lungo l’iter di approvazione del Pug?</strong></p>
<p>“Di decidere di rispondere a tutti le osservazioni anche quelle fuori termini. Per cui il primo grande ostacolo è stato di convincerci tutti insieme che fosse opportuno rispondere a tutte le osservazioni (per la cronaca lo scorso anno sono sopraggiunti 334- 335 osservazioni), per cui c’è’ stato bisogno di tempo. Il secondo ostacolo è stato quello della delibera regionale del controllo negativo, che a marzo di quest’anno aveva scosso la città in chissà quale vizio capitale. Se prendiamo le cronache da marzo ad aprile troveremmo titoli e contenuti aventi a tenore una straordinaria negatività. Credo che sul Pug mai si sia scritto  qualcosa di peggio dal 2006 in poi. Ci siamo così rimboccate le maniche e confrontati con l’ente regionale. Il parere negativo della delibera regionale è approdato poi alla Conferenza di Servizi. In questo consesso il Pug è uscito cambiato di poco, fino ad ottenere il parere positivo. Ci si aspettava, così, stando alla vigilia, un consiglio comunale al vetriolo e invece  il  consiglio comunale del 22 &#8211; 23 ottobre scorso, non è stato tale”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Sul manifesto fatto affiggere dall’opposizione, cosa conta di fare?</strong></p>
<p>“Le dico subito, vorrei da sindaco prevalere sulla persona e con questo ho detto tutto. Però ho ancora 60 giorni per decidere il da farsi”.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Quali potenzialità  presenta il Pug?</strong></p>
<p>“La potenzialità è che questa potenzialità non ha un confine, mi riferisco al settore turistico – passeggero del porto; allo spostamento della cantieristica navale in quel di Torre d’Orta; all’ampliamento di abitazioni in campagna; all’allargamento della zona industriale dentro le cinta della statale; alla possibilità delle cooperative di costruire appartamenti; alla possibilità di sopraelevazioni. Da ciò si evince che la forza di questo piano è che ogni cittadino potrà avere la possibilità di  proporsi e non i soliti noti. Significa uscire da un oligopolio per entrare in un sistema aperto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Che volto urbanistico prenderà la città? </strong></p>
<p>“Riguardo al porto e più precisamente alla struttura da demolire dell’Italcementi, c’è già un tavolo attivo che va avanti da 3 mesi. E’ quello del protocollo d’intesa che contiamo di portare a termine entro la fine dell’anno. I soggetti istituzionali interessati sono la Capitaneria di Porto, Italcementi, Comune, Autorità Portuale del Levante e Agenzia del Demanio. La volontà che sarà formalizzata è di stabilire i tempi di demolizione dell’Italcementi, che non saranno certo brevi, ma impegneranno almeno un paio di anni”.</p>
<p>“Altra caratteristica del Pug è che la città si estenderà in varie direzioni, a sud, a nord, verso Conversano e Castellana e verso Alberobello. In campagna le nuove zone residenziali rispetto alle vecchie sono più piccole,  tale da permettere un migliore accordo fra le parti. Questa città, poi,  avrà un  livello di sostenibilità ambientale, ovvero spazi di verde attrezzato, che  passerà da 4 mq a 48 mq.”</p>
<p>“L’altra novità del piano sono le aree bianche. Tutti i privati che vorranno costruire in queste aree dovranno cedere al Comune il 70% dell’area e proporre all’ente che opera pubblica realizzare. Come dire, per fare un esempio, il privato propone al sindaco:  ‘ti piacerebbe avere la caserma dei Carabinieri; ti piacerebbe avere un parco, una scuola o altri servizi’ ”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi. Ma.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fontana monumentale  in piazza I dettagli del progetto dell’Arch. Arturo Cucciolla</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 16:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelagente</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>

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		<description><![CDATA[Risale al 1934 la data in cui fu pensata e progettata per la prima volta una fontana in piazza Vittorio Emanuele, sarà il 2011 l’anno in cui le nuove generazioni, e non solo, potranno nuovamente ammirarla nel centro città. Era sulla bocca di tutti da tempo ma solo il 25 Ottobre, nella sala Terre Parlanti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mensileilborgo.wordpress.com&amp;blog=6795049&amp;post=193&amp;subd=mensileilborgo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Risale al 1934 la data in cui fu pensata e progettata per la prima volta una fontana in piazza Vittorio Emanuele, sarà il 2011 l’anno in cui le nuove generazioni, e non solo, potranno nuovamente ammirarla nel centro città. Era sulla bocca di tutti da tempo ma solo il 25 Ottobre, nella <strong>sala Terre Parlan</strong>ti presso gli uffici comunali di vico Acquaviva, l’amministrazione comunale ha presentato il progetto esecutivo della nuova fontana monumentale, partorita dal genio del prof. arch. Arturo Cucciolla, docente del Politecnico di Bari, con la collaborazione dell’ing. Giovanni Boscia.</p>
<p>Il Borgo è il simbolo di Monopoli e di tutta la cittadinanza, racchiude secoli di storia, per questo merita di essere onorata con un’opera che sicuramente renderà i monopolitani orgogliosi d’essere tali. Ma veniamo ai fatti. L’arch. Cucciolla ha spiegato come il disegno della nuova fontana tenga conto del background culturale, storico ed architettonico della città ed elenca le sue caratteristiche salienti. Essa sorgerà nel quadrante nord della piazza, nel punto in cui ora è presente una grossa aiuola circolare, e occuperà esattamente un’area pari a quella d’ingombro della fontana d’epoca fascista. Sarà composta interamente di pietra calcarea locale, lavorata in Puglia. Al centro spiccherà un grosso getto d’acqua a mo’ di spirale e otto monoliti circondati da due anelli di zampilli che daranno origine ad un gioco archetti, ora più alti, ora a raso. Una delle particolarità più importanti e che hanno contribuito a “convincere” l’amministrazione comunale ad approvare il progetto è quella che la gente potrà sedersi intorno alla fontana, rendendo la stessa un’attrattiva per cittadini e turisti.</p>
<p>Presentandolo in questi termini il progetto lascia già una sorta d’acquolina in bocca di chi scrive e sicuramente anche in quella di chiunque provi ad immaginare la piazza ad opera compiuta. Ma c’è di più. I progettisti hanno arricchito il disegno di un significato simbolico: la fontana sarà anche una rosa dei venti. I monoliti centrali saranno incisi con l’iniziale dei quattro punti cardinali ed inoltre la pavimentazione intorno alla fontana presenterà una circonferenza composta da 360 mattoncini accompagnati dal nome dei venti. “Mi piace l’idea che uno si possa sedere a Levante o a Tramontana”, ha chiarito l’arch. Cucciolla. A legittimare questo pensiero sono le considerazioni del sindaco Emilio Romani che hanno fatto da giusto corollario alle parole del progettista: “Monopoli è una città di mare e di campagna, sono moltissime le persone, da pescatori a contadini, che conoscono il nome di ogni vento e che ne sanno prevedere gli spostamenti”. Che dire, questa fontana ha tutte le potenzialità per diventare il simbolo della città e dei cittadini.</p>
<p>Guardiamo l’altra faccia della medaglia, la fontana monumentale costerà <strong>400.00 Euro</strong> a base di gara, non sono spiccioli e per questo molti si chiedono se questa fosse effettivamente la priorità in una città che presenta ancora molte lacune strutturali e funzionali.</p>
<p>A questo proposito è intervenuto l’ass. ai Lavori Pubblici, Alberto Pasqualone: “L’opera – spiega &#8211; “è solo uno dei tanti progetti che stanno per essere realizzati. Parliamo del rifacimento della fogna bianca e della rete viaria che stanno creando grossi disservizi alla cittadinanza. In secondo luogo si sta pensando di provvedere alla realizzazione di un parcheggio a cala Fontanelle, che risolverebbe il grosso problema della mobilità nel centro murattiano”. Pasqualone continua dicendo “che solo dopo aver sciolto questi nodi si potrà pensare di restaurare in toto piazza V. Emanuele a cominciare dal rifacimento della pavimentazione in cemento, ormai fatiscente, con lastre di pietra basaltica. Si chiuderà al traffico l’anello viario e, perché no, si renderanno visibili i rifugi anti aerei, nascosti al di sotto della piazza, e di cui non tutti conoscono l’esistenza”. Siamo tutti in attesa…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Flavio MARASCIULO</strong></p>
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		<title>Sbattezzo Rispettiamo ma non condividiamo</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 16:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelagente</dc:creator>
				<category><![CDATA[ATTUALITA']]></category>

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		<description><![CDATA[26 ottobre, via Sparano, Bari. Sul tavolino materiale informativo; 3 ragazzi e una donna di mezza età fanno sentire la loro voce di propaganda. Gridano:“SBATTEZZO” dalla chiesa cattolica. Invitano i passanti ad aderire al loro  movimento. L’associazione è l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), tra le cui file annovera uomini come Odifreddi, la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mensileilborgo.wordpress.com&amp;blog=6795049&amp;post=190&amp;subd=mensileilborgo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>26 ottobre, via Sparano, Bari. Sul tavolino materiale informativo; 3 ragazzi e una donna di mezza età fanno sentire la loro voce di propaganda. Gridano:“SBATTEZZO” dalla chiesa cattolica. Invitano i passanti ad aderire al loro  movimento. L’associazione è l’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar), tra le cui file annovera uomini come Odifreddi, la Hack, Staiano, etc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“A Bari questa realtà – dicono – conta già una cinquantina di iscritti e in tutta Italia siamo in cinquemila”. Proviamo a chiedere del perché di questo movimento? Nella sostanza, abbiamo avuto l’impressione che costoro siano in qualche maniera associati alla sfera politica. Inneggiano alla laicità dello Stato. Avranno certamente le loro buone ragioni, visto che viviamo nella società del relativismo e del pluralismo. “Sbattezzo” per questi giovani è lo strumento attraverso cui fanno sentire forte e chiaro la loro, più che “ateicità”, la delusione nei confronti della chiesa istituzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono sembrati dei bravi ragazzi in cerca di modelli, di testimoni in grado di far scoprire loro la dimensione prima e vitale del’uomo che è l’amore, di cui hanno vissuto e continuano a vivere una male interpretazione o una  esperienza diretta non positiva con la chiesa. Dicono: “I preti etc. etc.” – “Hanno tante agevolazioni dallo Stato etc. etc.”. Pensieri che riflettono una immagine di chiesa  non fondata dallo Spirito Santo (vedi Pentecoste), ma dagli uomini. Certo, i fedeli laici sono uomini in cammino nella chiesa che è casta e peccatrice. Viene da sé pensare che nessuno è perfetto, tutti facciamo i conti con il peccato che è sempre in relazione con Cristo, modello supremo d’amore, che perdona tutti gli uomini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ritornando al tema dello “Sbattezzo”, bisogna precisare che il Battesimo, non è dato dagli uomini, ma dallo Spirito Santo. Il Battezzato è abilitato a far parte del popolo di Dio e a far parte della vita di Cristo, figlio di Dio, creatore di tutte le cose. Il Battesimo è il primo sale che servirà ad educare i piccoli all’amore di Cristo e ad incamminarsi lungo la vita ad approfondire questa vicinanza con il Salvatore,  per essere testimoni del Cristo vivente nella carità.  Tutto ciò a significare che il Battesimo è un sacramento e per ciò stesso è un atto indelebile, perché è azione dello Spirito Santo e non, come detto,  dell’uomo.</p>
<p>Certo, possiamo condividere le loro ragioni, perché questi giovani non si sono allontanati dalla chiesa, ma sono stati allontanati dalla chiesa…che ricordiamo è casta e meretrice. Ci si può pure sbagliare, ma nessuno è contro coloro che la pensano diversamente, in nome dello spirito evangelico di essere tutti fratelli in Cristo di Dio. Se sono presenti delle divisioni è perché viviamo una fase di  cambiamento che porta sempre con sé, come legge di natura, confusione e disorientamento da interpretare alla luce del vangelo. La questione è più di forma che di sostanza.</p>
<p>Per intenderci, ci vogliono oggi nuovi modi per declinare il messaggio cristiano nel solco della tradizione della chiesa e quindi del deposito di fede.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vitantonio Marasciulo</strong></p>
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		<title>Editoriale Aprile 2010, ELEZIONI REGIONALI 2010 Vendola: Maradona della politica in Puglia</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 18:45:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelagente</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>

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		<description><![CDATA[Le elezioni regionali 2010 confermano Nichi Vendola presidente della Regione. Un risultato che alla vigilia era da decifrare, anche se qualche sentore si avvertiva che il centrodestra con Rocco Palese non avesse i numeri per imporsi, e si avvertiva anche che il partito del ‘non voto’ avrebbe guadagnato consensi più della scorsa tornata. Così è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mensileilborgo.wordpress.com&amp;blog=6795049&amp;post=188&amp;subd=mensileilborgo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le elezioni regionali 2010 confermano Nichi Vendola presidente della Regione. Un risultato che alla vigilia era da decifrare, anche se qualche sentore si avvertiva che il centrodestra con Rocco Palese non avesse i numeri per imporsi, e si avvertiva anche che il partito del ‘non voto’ avrebbe guadagnato consensi più della scorsa tornata. Così è stato. Nichi Vendola ha vinto con 48,69% dei voti contro i 42,25% dello sfidante. Il centro con la Poli Bortone ha raggiunto l’8,71%. L’analisi del voto è chiara, il centro destra ha perso le elezioni perché non è riuscita a coalizzarsi con la senatrice di Lecce. Ha perso le elezioni perché non ha saputo cogliere il malessere della gente, quel calo di affluenza alle urne, che si è rivelato deleterio per il centrodestra. Diversamente avrebbe fatto quadrato per schierarsi unito con la Poli Bortone. Il calo dei votanti in Puglia è stato, infatti,  pari a meno 7,25% rispetto alle precedenti elezioni del 2005.  A Monopoli è stato del 7,56% in meno.</p>
<p>Ad uscire sconfitto, dunque,  è il coordinatore del PDL in Puglia,  Raffaele Fitto. L’onorevole di Maglie non è stato capace di fare quadrato, le divisioni hanno avuto la meglio sulle unioni.</p>
<p>Il popolo del centro sinistra, dunque, può esultare. Auguriamo che in questi 5 anni Vendola possa non fare gli errori del passato e che possa formare una squadra di validi collaboratori in grado di far fare alla Puglia quel salto di qualità che merita.</p>
<p>Crediamo però che sarà una gestione irta di ostacoli inscritta già nell’esito del voto, che di nuovo porta ben poco. Vogliamo dire che la campagna elettorale  continua a porre in essere gli stessi  mali. Il voto è un mercato, una fiera delle illusioni, che fa leva non sui contenuti ma sulla forza che il candidato sa esprimere in termini di marketing: volantini, affissioni, televisione, stampa, cene, pranzi, gadget, beni di sussistenza e chi più ne ha più ne metta.  Di nuovo, dunque, c’è ben poco, perché i disoccupati, le famiglie bisognose continueranno a fare la fila per essere accolti nelle stanze che contano per mendicare un momento di ascolto e una speranza per il futuro.</p>
<p>Se vogliamo, la gente in questo frastuono elettorale non ci ha capito quasi nulla. Se dovessimo chiedere loro qual è il programma di Vendola o di Palese, sarebbero in pochi a rispondere o farfuglierebbero cose come il no al nucleare o il no alla piattaforma petrolifera.  Esprime più un giudizio estetico o emotivo, che di sostanza. Il voto è un affare di comunicazione. Vendola in questo senso è un maestro di eloquio. E’ un incantatore di serpenti, che sa catturare consensi. Palese, invece, è un ‘operaio’ della politica, nel senso buono del termine. Vendola, dunque, d’aria di cambiamento si porta dunque ben poco. Se preso da solo è potenziale di cambiamento. E’ il Maradona della politica in Puglia, ma come si sa se non si ha una squadra alle spalle, il fuoriclasse serve a ben poco.</p>
<p>La vittoria di Vendola, dunque, è  una vittoria che dovrà essere misurata sul campo. Aspettiamo. Chi scrive, se gli dovesse stringere la mano, gli porgerebbe solamente due dita, le altre tre, che completano la mano, le riserverei a fine mandato, come d’altronde lo sarebbe stato per Palese.</p>
<p>Auguri e Buon lavoro Vendola.</p>
<p>Il Direttore</p>
<p>(email borgomensile@libero.it)</p>
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